Che benefici ha la Felicità?

“C’è poco da stare allegri”, rimbrottava qualcuno. E invece no: anche se la giornata è cominciata male o qualcosa è andato veramente storto, essere di cattivo umore ti permetterà solo di peggiorare velocemente la situazione.

Infatti, correggimi se sbaglio, la maggior parte delle volte diventi irascibile, ti fai prendere dal nervosismo, dalla negatività, non riesci a pensare in modo lucido, te ne succede una dopo l’altra e con le persone che ti stanno vicino a casa o al lavoro si innesca un momento in cui vi date fastidio a vicenda: tu diventi insopportabile per loro e viceversa. Un circolo vizioso a perdere.

Quando invece impari (perché si impara) ad essere felice nonostante tutto, i benefici che ne hai sono sorprendenti. Ovviamente, non sto per dirti che smetterai magicamente di avere problemi e che tutto filerà liscio come l’olio nuovo: chi vive per fortuna affronta sempre problemi.

Quello che cambia e migliora è il modo in cui riuscirai ad approcciarti a quello che vivi, lo hanno pure studiato scientificamente. Secondo la Dottoressa Barbara Fredrickson, psicologa e ricercatrice dell’Università del North Carolina, la felicità accresce l’attenzione visiva e facilita la raccolta di informazioni su ciò che ci circonda.

Questo, nella Vita quotidiana, personale e lavorativa, si traduce in una maggiore capacità di risolvere i problemi; di trovare soluzioni; di elaborare geniali idee.

Essere felici, per esperienza, ti aiuta ad accrescere la tua intelligenza emotiva, cioè la capacità di gestire le emozioni, e ti permette anche di sviluppare l’intelligenza linguistica e interpersonale, perché ti permette di scegliere meglio le parole che ti dici e usi anche con le altre persone, che si sentiranno “attratte” da te.

E questo è un altro beneficio: sei più attraente quando sei felice! La felicità, oltre ad essere contagiosa, è seducente, perché dona più luce alla tua espressione, migliora la tua postura, la tua andatura e perfino la tua sicurezza e autostima. Gioia, fiducia, positività, gratitudine, entusiasmo, forza interiore sono solo alcuni dei sentimenti che ti porta la felicità e che ti portano a loro volta ad essere felice.

E poi, sapevi che la felicità è meglio di un vaccino? Fortifica il sistema immunitario e perciò ci rende più forti e resistenti ai malanni di stagione (è stato fatto un esperimento in Pennsylvania che lo conferma scientificamente, e anche io, visto che non prendo mai niente!).

E allora cosa ne dici di cominciare oggi ad allenarti per la tua felicità?

Nel gruppo Facebook Felici per Scelta, che ormai conoscerai, tutte le settimane facciamo gratuitamente dei percorsi mentali, linguistici, comportamentali o emozionali per allenarci alla felicità. Dicono che questi allenamenti funzionano, ma puoi provare su di te: basta richiedere l’ammissione al gruppo: https://bit.ly/2YcHuIf

Nel frattempo, che tu ti unisca o no,  scegli oggi di essere felice.

Un abbraccio&tanti sorrisi,

Luana

Paura del cambiamento? Scegli la trasfomazione!

[vc_row][vc_column][vc_column_text woodmart_color_scheme=”dark” text_larger=”yes” css=”.vc_custom_1551089442146{background-color: #ffffff !important;}”]Si parla spesso di cambiamento, e c’è chi ne ha così tanta paura, che nonostante sappia che è necessario, non si muove mai per cambiare la propria situazione. C’è perfino chi spera che le cose non cambino mai e chi augura a qualcuno: “non cambiare mai!”, come se questo fosse possibile e fosse addirittura una cosa buona.

Lo dico perché il cambiamento è qualcosa di naturale, fa proprio parte della nostra natura: ti immagini se fossimo rimasti con il corpo di un bebè? J Ti immagini se le stagioni fossero tutte uguali? Ti immagini se nel senso più letterale della parola non ci fosse mai stato un solo cambiamento nella tua Vita?

Sai perché si teme il cambiamento? Perché si pensa che porti sofferenza; ma sai cos’è che in realtà causa veramente quella sofferenza? È la resistenza al cambiamento che ci fa soffrire, non il cambiamento in sé.

E perché resistiamo? Perché pensiamo di dover cambiare tutto e così nasce la paura di perderci, di perdere quello che siamo e quello che abbiamo di conosciuto.

Ma c’è un grosso paradosso: mentre ti ostini a stare immobile per paura di cambiare, ecco che stai cambiando senza accorgertene, e, generalmente, in negativo: a causa di un evento che ti ha irrigidito, di una storia finita male che ti ha reso una persona più dura, di delusioni che ti hanno reso diffidente, di relazioni o ambienti malsani per te a cui hai fatto l’abitudine, cambiando (abbassando) i tuoi stessi standard. Il problema è che sono stati cambiamenti così graduali, che non ci hai fatto neppure fatto caso.

Poco a poco ti svuoti e rischi di fare la fine della rana che muore bollita. A volte mi chiedo se ci voglia più coraggio per cambiare o per rimanere dove si è nonostante sia frustrante e deleterio.

Io, ad ogni modo, preferisco parlare di trasformazione. La differenza è semplice: il cambiamento presuppone che butti via tutto, l’acqua e il bambino, come si dice; la trasformazione invece è un andare oltre la forma, e la sostanza rimane. Tieni e prendi quello che funziona e butti via solo quello che non è utile.

La parola stessa lo dice: “tras-form-azione”, azione oltre la forma: ti trasformi nella miglior versione di te.

A questo punto, pensaci bene: ti fa più paura attivarti per trasformarti, migliorando la situazione, o subire questo inevitabile cambiamento di te che ti sta peggiorando?

Ricorda che il cambiamento è inevitabile: se lo subisci, molto probabilmente finirà col peggiorarti; se invece agisci e ti tras-formi, allora sì che hai la possibilità di migliorarti.

Nel gruppo Facebook Felici per Scelta, che ormai conoscerai, tutte le settimane facciamo gratuitamente dei percorsi mentali, linguistici, comportamentali o emozionali per allenarci alla felicità, e questa settimana stiamo facendo un gioco che consiste proprio nell’uso più consapevole di alcune parole, come nel caso della “tras-form-azione”.

Dicono che questi allenamenti funzionano. Puoi provare su di te se quello che ho scritto è vero e utile: basta richiedere l’ammissione al gruppo cliccando qui.

Nel frattempo, che tu ti unisca o no, trasforma le tue paure e scegli oggi di essere felice.

Un abbraccio&tanti sorrisi,

Luana[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Prima il dovere… e quando il piacere?

[vc_row][vc_column][vc_column_text woodmart_color_scheme=”dark” text_larger=”yes” css=”.vc_custom_1539860716884{background-color: #ffffff !important;}”]

Prima il dovere… e quando il piacere?

“Prima il dovere e poi il piacere”, recita un famoso proverbio. Il problema è che quel “poi”, spesso (troppo spesso!) non arriva mai. C’è sempre un altro dovere da fare: per la famiglia, per il lavoro, per gli amici, i conoscenti e perfino per quello che ci si aspetta da te.

E così, come scrivo nel mio libro Essere felici è una parola! ci mettiamo in secondo, terzo e quarto piano, dopo il pesce rosso dell’amica della vicina di casa. Non lasciamo neppure le briciole per noi e, quando lo facciamo, ci accontentiamo solo di quelle.

Quanto credi di poter andar avanti così? Dirai: “eh lo so, MA…”

“Ma” cosa? Se non lo fai tu, non fa nessuno? Può darsi, e lo capisco. Credimi, ci sono passata anch’io ed è vero che a volte le alternative sono poche e non ti resta che darti da fare per portare avanti tutto.

Ma sai che c’è? Che se non porti avanti anche te, il gioco presto finisce, perché ti esaurisci. Esaurisci le tue energie, il tuo entusiasmo, la tua pazienza, e ti imbruttisci. È davvero quello che vuoi? È davvero quello che meriti? Credo proprio di no, e non lo vogliono neanche le persone che ti stanno vicino e che magari dipendono da te.

La soluzione? Trova il tempo di dedicarti del tempo. Adesso, non “poi”. Concediti dei piaceri, seppur piccoli, gratuiti, banali o passeggeri che siano.

Non sto dicendo di non occuparti dei tuoi impegni, di mollare tutto e scappare a Bora Bora; non sto dicendo di tralasciare tutto per dedicarti quelle 2 o 3 ore al giorno o quei 2 o 3 giorni a settimana solo per te. Se puoi farlo, ben venga; ma siccome nella maggior parte dei casi non si può per diverse ragioni, allora non ti resta che assumerti il dovere di darti piacere, anche e soprattutto nei periodi più intensi.

Sì, perché è proprio quando credi di non potertelo permettere che hai più bisogno di concederti del tempo.

Come? Sta a te sceglierlo! Ascolta una canzone, balla, guarda o ascolta qualcosa che ti faccia ridere di gusto, fai un bel bagno, mangia il tuo cibo preferito (che mi auguro sia salutare!), gioca con un bambino o una bambina, esci, fai una bella chiacchierata con chi ti fa stare bene (ATTENZIONE: non “chiama qualcuno e sfogati per ore piangendoti addosso”, ma “chiama o incontra qualcuno con cui puoi ridere e alleggerire mente e cuore anche solo per un momento”).

Facci caso: non crolla il mondo se ti dedichi 3 minuti per te [trovi qui un altro articolo].

Tu sei importante quanto le persone più importanti della tua Vita. La tua felicità è importante quanto quella di chiunque altro. Non c’è niente di male a prenderti una piccola pausa e nessuno deve dartene il permesso, a parte te.

Prima capisci che prenderti cura di te è un tuo diritto e anche un tuo dovere, prima riesci a trovare la giusta forza per alimentarti e andare avanti al meglio.

È questo l’enorme beneficio che ne avrai: quelle piccole cose che farai per te ti permetteranno di mantenere alta e rinvigorita la tua energia!

Ti suggerisco un esercizio: fai una lista di cosa ti fa stare bene, possono essere azioni, luoghi o persone, e per i prossimi 8 giorni almeno assicurati di dedicarti ogni giorno una di queste cose della tua lista. Quella sarà il tuo asso nella manica per i tuoi momenti più intensi.

Nel gruppo Facebook Felici per Scelta, che ormai conoscerai, tutte le settimane facciamo gratuitamente dei percorsi settimanali mentali, linguistici, comportamentali o emozionali per allenarci alla felicità, e questa settimana stiamo facendo un gioco che consiste nel fare qualcosa di bello per se stesse e se stessi.

Dicono che questi allenamenti funzionano. Puoi provare su di te se quello che ho scritto è vero e utile: basta richiedere l’ammissione al gruppo cliccando qui.

Nel frattempo, che tu ti unisca o no, scegli una cosa, qualunque cosa, seppur piccola, e falla dedicandola a te: scegli oggi di essere felice.

Un abbraccio&tanti sorrisi,

Luana[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Coaching e Avventura per allenare mente e corpo

[vc_row][vc_column][vc_column_text text_larger=”yes”]

Coaching e Avventura: un’esperienza unica!

I percorsi avventura aiutano a sviluppare le proprie doti e a conoscere ed accettare i propri limiti. L’attività fisica stimola e favorisce le capacità motorie, creative, cognitive e percettive e insegna la collaborazione; la sperimentazione educa all’impegno, costruisce e consolida i rapporti con le altre persone.

Unendo questo ai benefici del Coaching che agisce a livello mentale, emozionale e soprattutto comportamentale, il risultato è un’esperienza unica che in poche ore può ribaltare l’idea che hai di te, migliorandola e mettendo le basi per una nuova consapevolezza sulle tue capacità che ti porterà a voler sviluppare la tua miglior versione.

Questo tipo di attività è già noto dalle aziende: sono sempre di più, infatti, quelle che scelgono di investire sulle proprie risorse umane, sfruttando questi giochi per creare coesione, resilienza, spirito di risoluzione e adattamento, collaborazione tra i membri del Team grazie all’aiuto del Coaching.

Quest’anno, per la prima volta nella nostra Provincia, quella che finora è stata un’esperienza riservata solo pochi settori, tra i più fortunati, adesso diventa accessibile a tutti.

Grazie alla collaborazione del Parco Avventura Il Boschetto, di Joppolo Giancaxio (AG) e della Mental Coach Luana Landolina, siamo lieti di mettere a disposizione della cittadinanza questo nuovo servizio di svago unito alla crescita personale.

Trovi tutti i dettagli nella sezione “shop“, o cliccando qui.

Intanto, sappi che il parco sarà esclusivamente dedicato a questa speciale giornata di Coaching e Avventura. Questo significa che dopo le presentazioni iniziali (cominceremo molto puntuali!), abbiamo tutto lo staff a nostra disposizione per seguirci durante i percorsi sospesi.

E fin qui, potrebbe essere quasi normale… la cosa straordinaria è ciò che ne verrà fuori dopo grazie all’intervento della Mental Coach.

Il pomeriggio si alternerà infatti tra i percorsi del parco e diversi giochi di Coaching per allenare i comportamenti, le emozioni, i rapporti con le altre persone, la nostra capacità di comunicazione e anche la nostra autostima.

Alcuni dei vantaggi che otterrai partecipando?

Sviluppi una maggiore consapevolezza di te; migliori il rapporto con le altre persone; aumenti la tua sicurezza personale; sviluppi una migliore capacità di osservazione e comunicazione; impari la capacità di adattamento al cambiamento e ti divertirai come da bambini!

Se ti incuriosisce e vuoi metterti in gioco, cliccando qui hai la tua occasione! Vai all’evento

Un abbraccio&tantisorrisi,

Luana[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Ti senti in colpa se sei Felice?

[vc_row][vc_column][vc_column_text woodmart_color_scheme=”dark” text_larger=”yes”]

Ti senti in colpa se sei felice?

Ci si può sentire in colpa per sentirsi felici? Evidentemente, per alcune persone sì, è possibile.

Un paio di Clienti e diverse altre persone che conosco hanno ammesso di esserlo. E so che non sono le uniche. Sembra un paradosso, forse lo è. È questione di sensibilità? Perché “non sembra giusto”? Può darsi, o magari si tratta piuttosto di condizionamenti inconsci per cui non crediamo di meritare o, quasi peggio, crediamo di non meritare.

Sentirsi in colpa per la felicità perché c’è qualcuno che è triste è come sentirti in colpa ogni volta che mangi o fai qualsiasi cosa pensando che una persona disagiata in qualsiasi parte del mondo neanche conosce.

Significherebbe non vivere più.

Smettere di essere Felici per la sofferenza altrui non aiuta. Anzi, vuoi sapere una cosa? È proprio rimanendo felice che puoi aiutare chi non lo è. La parola Felicità viene dal latino Felix > Fertile = lasciare che la Vita accada e cresca attraverso noi.

Ricordo che quando morì mio Padre, le persone che mi conoscono erano dispiaciute per me e in particolar modo mi è rimasto impresso il comportamento di una signora che allora lavorava in un alimentari in cui mi servivo. Dovresti vederla: è una di quelle donne solari, con il sorriso negli occhi e che ti ispira bontà! Beh, quando seppe di mio Padre, notai che appena mi vide entrare, smise subito di sorridere. Sicuramente lo fece per dimostrarmi che mi stava vicina, e a quel punto le dissi: “So che ti dispiace per la morte di mio Padre e se vuoi fare qualcosa per me, il miglior modo di starmi vicina è continuare a regalarmi i tuoi soliti splendidi sorrisi”.

Da allora, credo che entrambe abbiamo imparato qualcosa e inoltre ci siamo aiutate veramente a vicenda, così, con un semplice gesto, un atteggiamento diverso.

Siamo la causa, ma possiamo anche essere l’effetto.

Tu da che parte vuoi stare?

Se ti fa piacere, puoi anche vedere una video pillola che ho pubblicato su Youtube al riguardo. Clicca qui.

Concludo dicendoti questo: ricorda che è proprio quando brilli che puoi fare più luce.

Sii Felice, per scelta.

Un abbraccio&tantisorrisi,

Luana[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

La metafora della maratona

[vc_row][vc_column][vc_column_text woodmart_color_scheme=”dark” text_larger=”yes”]

La metafora della maratona

Assieme al gruppo Felici per Scelta, questa settimana mi sto allenando sulle #MetaforePerCrescere, ed è inevitabile per me pensare all’esperienza della mia prima Maratona.

Quante volte nella Vita quotidiana, con gli impegni personali e quelli professionali da perfetta factotum, mi è tornato utile rievocare la forza, la costanza, l’impegno, la determinazione e la motivazione che avevo nei mesi in cui mi preparavo per la Maratona!

Volevo scrivere adesso qualcosa al riguardo, ma poi ho pensato che niente può arrivare a trasmettere quanto queste righe scritte per me stessa poco prima della competizione, che oggi condivido con te. Sentirai tutta l’emozione che c’è dentro:

“Scrivo queste considerazioni poche ore prima dalla mia prima Maratona. Una maratona, 42 km e 195mt… si fa presto a dirlo.

Capiscimi se lo dico: per me questo sarà solo il momento del raccolto; se ti trovi qui, la sfida è già stata accettata, è già stata attraversata e vissuta.

La sfida è stata iniziare; iniziare a capirci qualcosa, quali scarpe, quali indumenti, quali protezioni per le tue parti più deboli, quali calzini (i calzini!!!! Dici “vabbè, corro con in miei, che sarà mai?” E invece no! Perché poi quelli normali si bucano e ti fai male!).

La sfida è stata iniziare a trovarci il senso, il piacere. La sfida è stata modificarsi e adattarsi, prendere nuove abitudini e abbandonare vecchie credenze, affrontare le paure e trovare la forza di fronte ai vizi. Decidere e recidere.

Non si tratta solo di correre la Maratona e basta: è la preparazione la cosa fondamentale. Se è necessario, cambi come dormi, come ti siedi, come stai in piedi, come bevi, come ti ascolti. Migliori l’alimentazione, il linguaggio, l’impegno.

Si tratta di saper riconoscere i progressi, di imparare ad ascoltarti, di percepire i segnali, di responsabilizzarti; si tratta di trasformare i problemi in opportunità di soluzione; si tratta di ringraziare chi ti ha supportato, chi ti ha consigliato, chi ti ha sollevato; la mia Famiglia, per esempio, per me c’è sempre, stata, sempre.

La sfida è stata infortunarsi, riprendere e continuare; zittire i pareri medici, ribaltare perfino un passato di esonero in educazione fisica; rispettarti e correre anche in viaggio, anche con le critiche, o con il disagio.

Prendersi cura di sé, onorare il proprio investimento. Amare profondamente chi è stato@ sempre al tuo fianco, in ogni momento. Amare e Amarsi. Inceppare e risollevarsi. Non è forse come nella vita?

Correre al buio, correre prima dell’alba; correre con il freddo, con il vento, con il sonno, con la pioggia, con il caldo. Studiare, informarsi, scoprire e applicare.

Ecco, sapere non basta, bisogna applicare. Volere non basta, bisogna fare.

Si fa fatica? Sì, e pure tanta. E chi te lo fa fare? La voglia di migliorare.

Mesi di entusiasmo, di paura, di successi, di dolore, di esperimenti, di gioia, di testa, di Cuore. Ho sorriso, ho urlato, ho pianto, ho abbracciato, ho sofferto, ho gioito, ho aiutato, ho conosciuto, ho imparato, ho continuato.

Io che non avevo mai corso in vita mia, io che non ci vedevo il senso. Ora l’ho capito e scrivo sorridendo ciò che credo: se ho fatto tutto questo, la Maratona è il raccolto, la semina è già stata fatta.”

Tutt’oggi, ogni volta che sono tentata di fermarmi o distrarmi, in qualsiasi faccenda, poco dopo aver cominciato, mi ricordo che se stessi correndo, sarebbe come fermarmi a bere al terzo chilometro dovendo correrne 18. E così vado avanti calibrando le energie e mantenendo la concentrazione.

Nel gruppo Facebook Felici per Scelta, che ormai conoscerai, tutte le settimane facciamo un allenamento mentale, linguistico, comportamentale o emozionale, e questa settimana stiamo facendo un gioco che consiste creare #MetaforePerCrescere tratte dalla vita quotidiana.

Se vuoi, puoi allenarti con noi e provare su di te se quello che hai letto è vero e utile. Puoi richiedere l’ammissione cliccando su “qui”.

Nel frattempo, che tu ti unisca o no, impara da quello che vivi e scegli oggi di essere Felice.

Un abbraccio&tantisorrisi,

Luana[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Una metafora per la pazienza

[vc_row][vc_column][vc_column_text woodmart_color_scheme=”dark” text_larger=”yes”]

Una metafora per la pazienza

La settimana scorsa ci siamo lasciati con un articolo sul “Trovare il tempo per essere Felice” (che puoi leggere cliccando su qui).

Mi auguro che anche tu abbia fatto i tuoi “esperimenti di lentezza”, per soffermarti ad apprezzare, sentirti respirare, sorridere, ringraziare.

Le prossime righe sono nate proprio grazie a quell’allenamento: grazie alla contemplazione, al tempo per osservare, ascoltare, imparare, incuriosirmi, aspettare.

C’è un gioco che mi è sempre piaciuto: estrarre metafore dalla realtà.

Lo faccio continuamente: sia con gli avvenimenti sgradevoli, che con quelli più belli e soprattutto con i cibi e la cucina, con i bambini (e le bambine) e con la Natura! Quante metafore traggo dalla Natura!

Una cosa che costantemente mi insegna con i suoi modi è la pazienza. Forse pensi che mi riferisca ai cicli, ai ritmi stagionali, ai tempi di maturazione, … Beh, no, o meglio, non solo. La pazienza grazie alla Natura la impari quando te ne prendi cura.

Nella mia campagna, periodicamente, mi trovo davanti ad alberi più o meno grandi e molto carichi di frutti, così come a lavori e faccende più o meno lunghe.

La Natura è abbondanza (seconda cosa che continuo ad imparare), e questo vale nel bene e nel male.

Quando c’è da falciare l’erba e preparare il terreno, o da raccogliere e spagliare l’origano; quando vuoi preparare le conserve o la frutta secca per l’inverno; quando è il tempo delle mandorle, delle olive, delle noci, beh, dietro ad ogni cosa ci sono tante piccole azioni che vanno assolutamente fatte con pazienza. Non potrebbe essere altrimenti.

I gelsi, per esempio, li hai mai raccolti? Sono dei frutti piccoli, simili alle more, sembrano grappolini d’uva in miniatura, e crescono su alberi sui quali ti puoi arrampicare. Il loro periodo naturale di raccolta è molto molto breve, una ventina di giorni, ma quando l’annata è buona, l’albero è davvero molto carico, ce ne sono a migliaia! Sono molto succosi quando sono maturi e sono anche estremamente delicati: se non li raccogli con cura, con tatto e attenzione, fai presto a schiacciarli. E poi, importantissimo, ti insegnano ad organizzarti e riempirti di pazienza: sì, perché essendo davvero tanti, tendi a confonderti e a passare da un ramo all’altro senza mai finirne uno.

E invece no: se vuoi far bene, stai su un ramo finché non lo finisci, e poi passi al successivo, con ordine.

Lineare, vero? Prima finisci una cosa e poi ne cominci un’altra… peccato che spesso ci troviamo a fare più cose contemporaneamente o ad agire senza uno schema chiaro o una direzione!

E che dire di quelle volte che hai tante cose da fare materialmente, con i lavori di casa, per esempio, o al lavoro, ti metti tutto davanti e ti confondi. Non sai da dove cominciare e salti da una cosa all’altra come facevo io con i rami del gelso.

Applicando la logica “stai su un ramo finché non lo finisci, e poi passi al successivo, con ordine” alle faccende quotidiane, ti assicuro che riesci a concentrarti meglio e far bene.

Il trucco, secondo me, è crearti un precedente: creati la possibilità di passare un momento per prenderti cura della Natura (piante, alberi, orticelli, quello che vuoi!) o, se proprio non riesci, trovati un diversivo da fare che all’inizio può sembrare “lungo” da fare, e completalo. Mi viene in mente un puzzle, per esempio.

Porta a termine una sola cosa per cui ti serve pazienza e avrai creato il tuo precedente. Tutte le volte che tenderai a fermarti o ad agire in maniera confusa davanti a qualcosa da fare, il tuo precedente significherà per te che se ce l’hai fatta una volta, puoi tranquillamente riuscirci anche quest’altra. E così successivamente, accumulando precedenti 😉

Ecco, queste per me sono le #MetaforePerCrescere.

Nel gruppo Facebook Felici per Scelta, che ormai conoscerai, tutte le settimane facciamo un allenamento mentale, linguistico, comportamentale o emozionale, e questa settimana stiamo facendo un gioco che consiste creare #MetaforePerCrescere tratte dalla vita quotidiana.

Se vuoi, puoi allenarti con noi e provare su di te se quello che hai letto è vero e utile. Puoi richiedere l’ammissione cliccando su “qui”.

Nel frattempo, che tu ti unisca o no, impara da quello che vivi e scegli oggi di essere Felice.

Un abbraccio&tantisorrisi,

Luana[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Trova il tempo per essere Felice

[vc_row][vc_column][vc_column_text woodmart_color_scheme=”dark” text_larger=”yes”]

Trova il tempo per essere Felice

Ti esorto.

Quando è stata l’ultima volta che ti sei soffermata o soffermato ad apprezzare quello che hai già? Ad apprezzare la semplicità?

E quando è stata l’ultima volta che hai rubato 10 minuti, 5, 3, ai tuoi impegni, a Whatsapp, a Facebook e li hai dedicati al tuo sorriso?

Quando è stata l’ultima volta che hai fatto qualcosa non per dovere, ma solo per puro piacere? Per la tua Felicità e non per quella di qualcun altro? Non pensare a chissà quale azione, quale “premio”: sto parlando di cose semplici, molto più accessibili. Quotidiane, direi.

“Ti piacerebbe, ma, non hai tempo”? Eppure, quando purtroppo succede qualcosa di spiacevole il tempo lo trovi, e anche il modo di riorganizzarti.

Come mai?

Quando è stata l’ultima volta che ti sei sentita/o bambina/o? Lo stupore, la scoperta, vedere tutto come se fosse la prima volta.

Questa sensazione la provo tutte le volte che vado nella mia campagna, quella in cui sono cresciuta. Avevo 3 o 4 mesi quando ci andai per la prima volta.

Conosco sempre più alla perfezione quella terra, specie adesso che me ne occupo principalmente io; conosco i fiori, gli alberi, le piante, eppure ogni volta che li vedo, è come se fosse la prima volta! Sarà che non loro sono mai come prima, o magari non lo sono neanche io.

La contemplazione di quella Natura a me familiare, semplicemente attraverso l’osservazione, mi permette anche di stupirmi.

Troppe volte ci riempiamo di impegni e cose urgenti, e trascuriamo quelle importanti. Non dico di diventare asceti o filosofi: dico che, secondo me, nonostante il lavoro, la famiglia, i problemi, le responsabilità e tutto il resto, è necessario e fattibile prenderti almeno 3 minuti al giorno per essere felice.

Cosa vuol dire? Vuol dire apprezzare, ringraziare, notare e gioire per tutto quello che hai e che sei nel momento in cui lo hai e lo sei.

Fai una prova, sperimentalo: da oggi, per almeno 1 mese, dedicati 3, 5 minuti al giorno, per soffermarti ad apprezzare, per sentirti respirare, per sorridere, per ringraziare.  Fallo in qualsiasi momento della giornata, fallo anche quando sei completamente immobile nel traffico!

Nel gruppo Facebook Felici per Scelta, che ormai conoscerai, tutte le settimane facciamo un allenamento mentale, linguistico, comportamentale o emozionale, e questa settimana stiamo facendo un gioco che consiste nel dedicare tempo alla #lentezza.

Se hai perso l’articolo sulla bellezza della lentezza, puoi leggerlo qui: vai all’articolo.

Se vuoi puoi allenarti con noi e provare su di te se quello che hai letto è vero e utile. Puoi richiedere l’ammissione cliccando qui.

Nel frattempo, che tu ti unisca o no, scegli una cosa, qualunque pur piccola cosa, e falla prendendoti il giusto tempo. Scegli oggi di essere felice.

Un abbraccio&tantisorrisi,

Luana[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

La Bellezza della Lentezza

[vc_row][vc_column][vc_column_text woodmart_color_scheme=”dark” text_larger=”yes” css=”.vc_custom_1535363883281{background-color: #f0f0f0 !important;}”]

La Bellezza della lentezza

“Fallo senza fretta e prenditi il tempo perché la tua lentezza è l’equilibrio per restare in piedi”.

Così cantava Piero Pelù nel brano che si intitola, appunto, Lentezza.

Io per prima mi definisco (e vengo spesso definita) una persona dinamica “per natura”. Diciamo pure l’opposto di una flemmatica, più lenta. Alcune volte non so proprio come fanno a mantenere tanta calma e compostezza in certe situazioni. Eh…

El ritmo. Ho scoperto da relativamente poco che la Libertà di ritmo è, per me, un elemento fondamentale, un valore veramente importante che ho scelto di permettermi di vivere ogni giorno.

Eppure, chi ha contatti più diretti con me, probabilmente non lo direbbe, perché vado spesso di fretta, o meglio, con il turbo! Il fatto è che ho definito quali sono le attività che voglio/devo svolgere quotidianamente o frequentemente e grazie a un metodo di Coaching le ho suddivise grossomodo (la flessibilità domina!) in maniera che mi resti sempre tempo per me e per la lentezza.

Vado veloce per poter andar lenta.

Potremmo farne una questione di organizzazione, di stili di vita, oppure si tratta di tutt’altro, di qualcosa di molto più profondo: di consapevolezza.

C’è chi vive di notte per seguire il proprio ritmo e chi invece si alza molto presto al mattino. Io sono una via di mezzo, ho imparato ad ascoltare molto le mie esigenze, a dire no quando necessario per me e come metro di misura, mi dedico a fare ciò che  è necessario quando è necessario, mettendoci il cuore e così trovo il tempo di dedicarmi tempo, di dedicarmi lentezza.

Ti stai chiedendo cosa significhi in concreto… cosa faccio? Beh, per esempio, il più delle volte mi fermo, mi siedo e ascolto della Musica. Mi prendo qualche minuto per respirare… non so quanti, smetto di contare.

E poi sorrido: mi scopro a sorridere pensando a quanto sono grata per tutto, perfino nelle difficoltà, perché significa che posso esserci e ci sono.

Alcune volte, quando i ritmi sono veramente molto intensi e fai appena in tempo a farti delle docce veloci, mi prendo almeno un’intera giornata tutta per me, e lì mi rifugio nella Natura. Il mare, la campagna, … la campagna, imparo sempre così tanto quando ci sono dentro. Contemplare la Natura è una delle abitudini più belle che un essere umano possa imparare.

Quando posso, con una certa frequenza, mi prendo due giorni per staccare completamente dalla routine pur restando nella mia città, e con altrettanta frequenza mi prendo intere settimane per le partire e fare altrove la maggior parte delle attività che faccio anche da casa.

E detto questo, ci tengo a precisare una cosa: so bene che non per tutti (neanche per me) è sempre possibile concedersi intere giornate per sé. Se hai letto il mio libro o comunque mi conosci già, sai bene che quando parlo di Felicità, mi riferisco a quella quotidiana, quella nonostante tutto.

E così, in quelle giornate che mi assicuro di interrompere dopo un massimo di giorni, prima di stremarmi, in cui ho veramente pochissimo tempo e molte faccende di vario genere che per varie ragioni preferisco non delegare, mi prendo semplicemente delle pause.

Faccio un break, mangio uno spuntino (intelligente, non preconfezionato e distruttivo!), ascolto una canzone, esco in terrazza a prendere una boccata d’aria, metto su qualcosa che mi faccia ridere, insomma: faccio il meglio che posso con le risorse che ho a disposizione, limitate, abbondanti o alternative che siano.

Nel gruppo Facebook Felici per Scelta, che ormai conoscerai, tutte le settimane facciamo un allenamento mentale, linguistico, comportamentale o emozionale, e questa settimana stiamo facendo un gioco che consiste nel dedicare tempo alla #lentezza.

Se vuoi puoi allenarti con noi e provare su di te se quello che hai letto è vero e utile. Puoi richiedere l’ammissione cliccando qui.

Nel frattempo, che tu ti unisca o no, scegli una cosa, qualunque pur piccola cosa, e falla con cuore e lentezza e scegli oggi di essere felice.

Un abbraccio&tantisorrisi,

Luana[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Motivazione: cos’è il dialogo interno?

[vc_row][vc_column][vc_column_text woodmart_color_scheme=”dark” text_larger=”yes”]

Cos’è il dialogo interno?

Se dovessi dirti in una frase cos’è il dialogo interno, ti direi che sono: le vocine che senti dentro.

Molte persone che seguono i miei percorsi o si avvicinano al mondo del Coaching e della PNL, all’inizio mi dicono “Io non ho dialogo interno! Non sento le vocine!”. Beh, lascia che sfati da subito questa credenza: è impossibile non avere dialogo interno perché sarebbe come dire che non hai pensieri e molti studi dimostrano che ne facciamo dai 60 ai 75 mila al giorno! Se non ti fidi, notalo in te: per ogni concetto che stai leggendo, ti stai facendo un’opinione, hai cambiato espressione o postura e hai anche avuto delle reazioni velocissime del tipo “accetto/rifiuto, sono d’accordo/dissento, continuo a leggere/mi fermo”.

Noi pensiamo e parliamo costantemente, dentro di noi, solo che spesso non ce ne rendiamo conto, o magari pensiamo che chissà quanto debba essere complicato conoscerci ed entrare in connessione con noi stessi, che crediamo di non avere dialogo interno. Che sia semplicemente quello che già si fa spontaneamente, ad alcune persone sembra impossibile: “Non può essere che sia così semplice” (Cit. Le nostre menti, ogni tanto).

Ora, purtroppo, di quei 70 mila pensieri che facciamo giornalmente, la maggior parte sono pensieri ripetuti. Sempre gli stessi, quelli che chiamo “i loop mentali”, quando cioè si rimane incastrati nello stesso circolo o vortice di pensieri.

E generalmente, molti degli stati d’animo “negativi” provengono da un dialogo interno negativo: dalle domande che ci poniamo, dalle frasi che ci diciamo e dalle parole che ci rivolgiamo.

È inevitabile dirsi delle cose fra sé e sé, sia nella Vita quotidiana, per gestire tutti gli impegni, le responsabilità e i piccoli imprevisti, che quando la Vita ci mette alla prova. In quei momenti, spesso purtroppo i pensieri che si fanno (nota: si fanno, non è che “vengono in mente”, li facciamo noi) sono demotivanti e depotenzianti, ci tolgono, cioè, la voglia di fare e l’autostima per farle.

“Non ce la faccio”, “È più forte di me”, “Non sono capace”, “Non so se me lo merito”, “È impossibile”, “Sono troppo così o troppo cosà”, … insomma, ce ne raccontiamo di tutti i colori (scuri!).

In questo modo diventa veramente difficile andare avanti, e infatti magari soffri di fastidi alle gambe o alla schiena…

Con questo tipo di dialogo interno, diventa pure difficile alzarsi dal letto; magari lo fai sempre puntualmente perché “non hai altra scelta”, ma se appena prendi coscienza cominci a pensare “anche oggi un altro giorno uguale”, “uff… che tristezza”, “che vita…” e così via, di certo il tuo umore sarà pessimo e si auto alimenterà con il dialogo interno che hai innescato, facendoti stare sempre peggio.

La soluzione? Sfruttare questa nostra capacità di influenzare e alimentare il nostro stato d’animo con i nostri pensieri per dirci frasi potenzianti e motivazionali.

Nel gruppo Facebook Felici per Scelta, come forse saprai, tutte le settimane facciamo un allenamento mentale, linguistico, comportamentale o emozionale, e questa settimana stiamo facendo un gioco che consiste nel condividere ogni giorno la propria personale #frasemotivazionale.

Frasi come “fai di ogni ostacolo un trampolino di lancio”, “vivo in abbondanza di cose meravigliose”, “oggi mi sorprendo delle mie capacità” hanno enormi benefici! Ti cambiano immediatamente l’umore, spostano la tua attenzione (il tuo focus) su un pensiero molto più produttivo e funzionale per te e ti permettono di scoprire, tirare fuori e sfruttare (=dar frutto) capacità che non credevi di avere. Non occorre essere esperti in materia per capire che corre una grande differenza tra il dirsi “che stupida/o! Sbaglio sempre tutto!” e il dirsi “sbagliando imparo, mi comprendo e mi perdono”.

Hai ancora qualche giorno per allenarti sul dialogo interno con noi e provare su di te se quello che hai letto è vero e utile. Puoi richiedere l’ammissione cliccando qui.

Nel frattempo, che tu ti unisca o no, presta attenzione a quello che ti dici e scegli oggi di essere felice.

Un abbraccio&tantisorrisi,

Luana[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

12