Che benefici ha la Felicità?

“C’è poco da stare allegri”, rimbrottava qualcuno. E invece no: anche se la giornata è cominciata male o qualcosa è andato veramente storto, essere di cattivo umore ti permetterà solo di peggiorare velocemente la situazione.

Infatti, correggimi se sbaglio, la maggior parte delle volte diventi irascibile, ti fai prendere dal nervosismo, dalla negatività, non riesci a pensare in modo lucido, te ne succede una dopo l’altra e con le persone che ti stanno vicino a casa o al lavoro si innesca un momento in cui vi date fastidio a vicenda: tu diventi insopportabile per loro e viceversa. Un circolo vizioso a perdere.

Quando invece impari (perché si impara) ad essere felice nonostante tutto, i benefici che ne hai sono sorprendenti. Ovviamente, non sto per dirti che smetterai magicamente di avere problemi e che tutto filerà liscio come l’olio nuovo: chi vive per fortuna affronta sempre problemi.

Quello che cambia e migliora è il modo in cui riuscirai ad approcciarti a quello che vivi, lo hanno pure studiato scientificamente. Secondo la Dottoressa Barbara Fredrickson, psicologa e ricercatrice dell’Università del North Carolina, la felicità accresce l’attenzione visiva e facilita la raccolta di informazioni su ciò che ci circonda.

Questo, nella Vita quotidiana, personale e lavorativa, si traduce in una maggiore capacità di risolvere i problemi; di trovare soluzioni; di elaborare geniali idee.

Essere felici, per esperienza, ti aiuta ad accrescere la tua intelligenza emotiva, cioè la capacità di gestire le emozioni, e ti permette anche di sviluppare l’intelligenza linguistica e interpersonale, perché ti permette di scegliere meglio le parole che ti dici e usi anche con le altre persone, che si sentiranno “attratte” da te.

E questo è un altro beneficio: sei più attraente quando sei felice! La felicità, oltre ad essere contagiosa, è seducente, perché dona più luce alla tua espressione, migliora la tua postura, la tua andatura e perfino la tua sicurezza e autostima. Gioia, fiducia, positività, gratitudine, entusiasmo, forza interiore sono solo alcuni dei sentimenti che ti porta la felicità e che ti portano a loro volta ad essere felice.

E poi, sapevi che la felicità è meglio di un vaccino? Fortifica il sistema immunitario e perciò ci rende più forti e resistenti ai malanni di stagione (è stato fatto un esperimento in Pennsylvania che lo conferma scientificamente, e anche io, visto che non prendo mai niente!).

E allora cosa ne dici di cominciare oggi ad allenarti per la tua felicità?

Nel gruppo Facebook Felici per Scelta, che ormai conoscerai, tutte le settimane facciamo gratuitamente dei percorsi mentali, linguistici, comportamentali o emozionali per allenarci alla felicità. Dicono che questi allenamenti funzionano, ma puoi provare su di te: basta richiedere l’ammissione al gruppo: https://bit.ly/2YcHuIf

Nel frattempo, che tu ti unisca o no,  scegli oggi di essere felice.

Un abbraccio&tanti sorrisi,

Luana

Paura del cambiamento? Scegli la trasfomazione!

[vc_row][vc_column][vc_column_text woodmart_color_scheme=”dark” text_larger=”yes” css=”.vc_custom_1551089442146{background-color: #ffffff !important;}”]Si parla spesso di cambiamento, e c’è chi ne ha così tanta paura, che nonostante sappia che è necessario, non si muove mai per cambiare la propria situazione. C’è perfino chi spera che le cose non cambino mai e chi augura a qualcuno: “non cambiare mai!”, come se questo fosse possibile e fosse addirittura una cosa buona.

Lo dico perché il cambiamento è qualcosa di naturale, fa proprio parte della nostra natura: ti immagini se fossimo rimasti con il corpo di un bebè? J Ti immagini se le stagioni fossero tutte uguali? Ti immagini se nel senso più letterale della parola non ci fosse mai stato un solo cambiamento nella tua Vita?

Sai perché si teme il cambiamento? Perché si pensa che porti sofferenza; ma sai cos’è che in realtà causa veramente quella sofferenza? È la resistenza al cambiamento che ci fa soffrire, non il cambiamento in sé.

E perché resistiamo? Perché pensiamo di dover cambiare tutto e così nasce la paura di perderci, di perdere quello che siamo e quello che abbiamo di conosciuto.

Ma c’è un grosso paradosso: mentre ti ostini a stare immobile per paura di cambiare, ecco che stai cambiando senza accorgertene, e, generalmente, in negativo: a causa di un evento che ti ha irrigidito, di una storia finita male che ti ha reso una persona più dura, di delusioni che ti hanno reso diffidente, di relazioni o ambienti malsani per te a cui hai fatto l’abitudine, cambiando (abbassando) i tuoi stessi standard. Il problema è che sono stati cambiamenti così graduali, che non ci hai fatto neppure fatto caso.

Poco a poco ti svuoti e rischi di fare la fine della rana che muore bollita. A volte mi chiedo se ci voglia più coraggio per cambiare o per rimanere dove si è nonostante sia frustrante e deleterio.

Io, ad ogni modo, preferisco parlare di trasformazione. La differenza è semplice: il cambiamento presuppone che butti via tutto, l’acqua e il bambino, come si dice; la trasformazione invece è un andare oltre la forma, e la sostanza rimane. Tieni e prendi quello che funziona e butti via solo quello che non è utile.

La parola stessa lo dice: “tras-form-azione”, azione oltre la forma: ti trasformi nella miglior versione di te.

A questo punto, pensaci bene: ti fa più paura attivarti per trasformarti, migliorando la situazione, o subire questo inevitabile cambiamento di te che ti sta peggiorando?

Ricorda che il cambiamento è inevitabile: se lo subisci, molto probabilmente finirà col peggiorarti; se invece agisci e ti tras-formi, allora sì che hai la possibilità di migliorarti.

Nel gruppo Facebook Felici per Scelta, che ormai conoscerai, tutte le settimane facciamo gratuitamente dei percorsi mentali, linguistici, comportamentali o emozionali per allenarci alla felicità, e questa settimana stiamo facendo un gioco che consiste proprio nell’uso più consapevole di alcune parole, come nel caso della “tras-form-azione”.

Dicono che questi allenamenti funzionano. Puoi provare su di te se quello che ho scritto è vero e utile: basta richiedere l’ammissione al gruppo cliccando qui.

Nel frattempo, che tu ti unisca o no, trasforma le tue paure e scegli oggi di essere felice.

Un abbraccio&tanti sorrisi,

Luana[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

La metafora della maratona

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La metafora della maratona

Assieme al gruppo Felici per Scelta, questa settimana mi sto allenando sulle #MetaforePerCrescere, ed è inevitabile per me pensare all’esperienza della mia prima Maratona.

Quante volte nella Vita quotidiana, con gli impegni personali e quelli professionali da perfetta factotum, mi è tornato utile rievocare la forza, la costanza, l’impegno, la determinazione e la motivazione che avevo nei mesi in cui mi preparavo per la Maratona!

Volevo scrivere adesso qualcosa al riguardo, ma poi ho pensato che niente può arrivare a trasmettere quanto queste righe scritte per me stessa poco prima della competizione, che oggi condivido con te. Sentirai tutta l’emozione che c’è dentro:

“Scrivo queste considerazioni poche ore prima dalla mia prima Maratona. Una maratona, 42 km e 195mt… si fa presto a dirlo.

Capiscimi se lo dico: per me questo sarà solo il momento del raccolto; se ti trovi qui, la sfida è già stata accettata, è già stata attraversata e vissuta.

La sfida è stata iniziare; iniziare a capirci qualcosa, quali scarpe, quali indumenti, quali protezioni per le tue parti più deboli, quali calzini (i calzini!!!! Dici “vabbè, corro con in miei, che sarà mai?” E invece no! Perché poi quelli normali si bucano e ti fai male!).

La sfida è stata iniziare a trovarci il senso, il piacere. La sfida è stata modificarsi e adattarsi, prendere nuove abitudini e abbandonare vecchie credenze, affrontare le paure e trovare la forza di fronte ai vizi. Decidere e recidere.

Non si tratta solo di correre la Maratona e basta: è la preparazione la cosa fondamentale. Se è necessario, cambi come dormi, come ti siedi, come stai in piedi, come bevi, come ti ascolti. Migliori l’alimentazione, il linguaggio, l’impegno.

Si tratta di saper riconoscere i progressi, di imparare ad ascoltarti, di percepire i segnali, di responsabilizzarti; si tratta di trasformare i problemi in opportunità di soluzione; si tratta di ringraziare chi ti ha supportato, chi ti ha consigliato, chi ti ha sollevato; la mia Famiglia, per esempio, per me c’è sempre, stata, sempre.

La sfida è stata infortunarsi, riprendere e continuare; zittire i pareri medici, ribaltare perfino un passato di esonero in educazione fisica; rispettarti e correre anche in viaggio, anche con le critiche, o con il disagio.

Prendersi cura di sé, onorare il proprio investimento. Amare profondamente chi è stato@ sempre al tuo fianco, in ogni momento. Amare e Amarsi. Inceppare e risollevarsi. Non è forse come nella vita?

Correre al buio, correre prima dell’alba; correre con il freddo, con il vento, con il sonno, con la pioggia, con il caldo. Studiare, informarsi, scoprire e applicare.

Ecco, sapere non basta, bisogna applicare. Volere non basta, bisogna fare.

Si fa fatica? Sì, e pure tanta. E chi te lo fa fare? La voglia di migliorare.

Mesi di entusiasmo, di paura, di successi, di dolore, di esperimenti, di gioia, di testa, di Cuore. Ho sorriso, ho urlato, ho pianto, ho abbracciato, ho sofferto, ho gioito, ho aiutato, ho conosciuto, ho imparato, ho continuato.

Io che non avevo mai corso in vita mia, io che non ci vedevo il senso. Ora l’ho capito e scrivo sorridendo ciò che credo: se ho fatto tutto questo, la Maratona è il raccolto, la semina è già stata fatta.”

Tutt’oggi, ogni volta che sono tentata di fermarmi o distrarmi, in qualsiasi faccenda, poco dopo aver cominciato, mi ricordo che se stessi correndo, sarebbe come fermarmi a bere al terzo chilometro dovendo correrne 18. E così vado avanti calibrando le energie e mantenendo la concentrazione.

Nel gruppo Facebook Felici per Scelta, che ormai conoscerai, tutte le settimane facciamo un allenamento mentale, linguistico, comportamentale o emozionale, e questa settimana stiamo facendo un gioco che consiste creare #MetaforePerCrescere tratte dalla vita quotidiana.

Se vuoi, puoi allenarti con noi e provare su di te se quello che hai letto è vero e utile. Puoi richiedere l’ammissione cliccando su “qui”.

Nel frattempo, che tu ti unisca o no, impara da quello che vivi e scegli oggi di essere Felice.

Un abbraccio&tantisorrisi,

Luana[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Trova il tempo per essere Felice

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Trova il tempo per essere Felice

Ti esorto.

Quando è stata l’ultima volta che ti sei soffermata o soffermato ad apprezzare quello che hai già? Ad apprezzare la semplicità?

E quando è stata l’ultima volta che hai rubato 10 minuti, 5, 3, ai tuoi impegni, a Whatsapp, a Facebook e li hai dedicati al tuo sorriso?

Quando è stata l’ultima volta che hai fatto qualcosa non per dovere, ma solo per puro piacere? Per la tua Felicità e non per quella di qualcun altro? Non pensare a chissà quale azione, quale “premio”: sto parlando di cose semplici, molto più accessibili. Quotidiane, direi.

“Ti piacerebbe, ma, non hai tempo”? Eppure, quando purtroppo succede qualcosa di spiacevole il tempo lo trovi, e anche il modo di riorganizzarti.

Come mai?

Quando è stata l’ultima volta che ti sei sentita/o bambina/o? Lo stupore, la scoperta, vedere tutto come se fosse la prima volta.

Questa sensazione la provo tutte le volte che vado nella mia campagna, quella in cui sono cresciuta. Avevo 3 o 4 mesi quando ci andai per la prima volta.

Conosco sempre più alla perfezione quella terra, specie adesso che me ne occupo principalmente io; conosco i fiori, gli alberi, le piante, eppure ogni volta che li vedo, è come se fosse la prima volta! Sarà che non loro sono mai come prima, o magari non lo sono neanche io.

La contemplazione di quella Natura a me familiare, semplicemente attraverso l’osservazione, mi permette anche di stupirmi.

Troppe volte ci riempiamo di impegni e cose urgenti, e trascuriamo quelle importanti. Non dico di diventare asceti o filosofi: dico che, secondo me, nonostante il lavoro, la famiglia, i problemi, le responsabilità e tutto il resto, è necessario e fattibile prenderti almeno 3 minuti al giorno per essere felice.

Cosa vuol dire? Vuol dire apprezzare, ringraziare, notare e gioire per tutto quello che hai e che sei nel momento in cui lo hai e lo sei.

Fai una prova, sperimentalo: da oggi, per almeno 1 mese, dedicati 3, 5 minuti al giorno, per soffermarti ad apprezzare, per sentirti respirare, per sorridere, per ringraziare.  Fallo in qualsiasi momento della giornata, fallo anche quando sei completamente immobile nel traffico!

Nel gruppo Facebook Felici per Scelta, che ormai conoscerai, tutte le settimane facciamo un allenamento mentale, linguistico, comportamentale o emozionale, e questa settimana stiamo facendo un gioco che consiste nel dedicare tempo alla #lentezza.

Se hai perso l’articolo sulla bellezza della lentezza, puoi leggerlo qui: vai all’articolo.

Se vuoi puoi allenarti con noi e provare su di te se quello che hai letto è vero e utile. Puoi richiedere l’ammissione cliccando qui.

Nel frattempo, che tu ti unisca o no, scegli una cosa, qualunque pur piccola cosa, e falla prendendoti il giusto tempo. Scegli oggi di essere felice.

Un abbraccio&tantisorrisi,

Luana[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Motivazione: cos’è il dialogo interno?

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Cos’è il dialogo interno?

Se dovessi dirti in una frase cos’è il dialogo interno, ti direi che sono: le vocine che senti dentro.

Molte persone che seguono i miei percorsi o si avvicinano al mondo del Coaching e della PNL, all’inizio mi dicono “Io non ho dialogo interno! Non sento le vocine!”. Beh, lascia che sfati da subito questa credenza: è impossibile non avere dialogo interno perché sarebbe come dire che non hai pensieri e molti studi dimostrano che ne facciamo dai 60 ai 75 mila al giorno! Se non ti fidi, notalo in te: per ogni concetto che stai leggendo, ti stai facendo un’opinione, hai cambiato espressione o postura e hai anche avuto delle reazioni velocissime del tipo “accetto/rifiuto, sono d’accordo/dissento, continuo a leggere/mi fermo”.

Noi pensiamo e parliamo costantemente, dentro di noi, solo che spesso non ce ne rendiamo conto, o magari pensiamo che chissà quanto debba essere complicato conoscerci ed entrare in connessione con noi stessi, che crediamo di non avere dialogo interno. Che sia semplicemente quello che già si fa spontaneamente, ad alcune persone sembra impossibile: “Non può essere che sia così semplice” (Cit. Le nostre menti, ogni tanto).

Ora, purtroppo, di quei 70 mila pensieri che facciamo giornalmente, la maggior parte sono pensieri ripetuti. Sempre gli stessi, quelli che chiamo “i loop mentali”, quando cioè si rimane incastrati nello stesso circolo o vortice di pensieri.

E generalmente, molti degli stati d’animo “negativi” provengono da un dialogo interno negativo: dalle domande che ci poniamo, dalle frasi che ci diciamo e dalle parole che ci rivolgiamo.

È inevitabile dirsi delle cose fra sé e sé, sia nella Vita quotidiana, per gestire tutti gli impegni, le responsabilità e i piccoli imprevisti, che quando la Vita ci mette alla prova. In quei momenti, spesso purtroppo i pensieri che si fanno (nota: si fanno, non è che “vengono in mente”, li facciamo noi) sono demotivanti e depotenzianti, ci tolgono, cioè, la voglia di fare e l’autostima per farle.

“Non ce la faccio”, “È più forte di me”, “Non sono capace”, “Non so se me lo merito”, “È impossibile”, “Sono troppo così o troppo cosà”, … insomma, ce ne raccontiamo di tutti i colori (scuri!).

In questo modo diventa veramente difficile andare avanti, e infatti magari soffri di fastidi alle gambe o alla schiena…

Con questo tipo di dialogo interno, diventa pure difficile alzarsi dal letto; magari lo fai sempre puntualmente perché “non hai altra scelta”, ma se appena prendi coscienza cominci a pensare “anche oggi un altro giorno uguale”, “uff… che tristezza”, “che vita…” e così via, di certo il tuo umore sarà pessimo e si auto alimenterà con il dialogo interno che hai innescato, facendoti stare sempre peggio.

La soluzione? Sfruttare questa nostra capacità di influenzare e alimentare il nostro stato d’animo con i nostri pensieri per dirci frasi potenzianti e motivazionali.

Nel gruppo Facebook Felici per Scelta, come forse saprai, tutte le settimane facciamo un allenamento mentale, linguistico, comportamentale o emozionale, e questa settimana stiamo facendo un gioco che consiste nel condividere ogni giorno la propria personale #frasemotivazionale.

Frasi come “fai di ogni ostacolo un trampolino di lancio”, “vivo in abbondanza di cose meravigliose”, “oggi mi sorprendo delle mie capacità” hanno enormi benefici! Ti cambiano immediatamente l’umore, spostano la tua attenzione (il tuo focus) su un pensiero molto più produttivo e funzionale per te e ti permettono di scoprire, tirare fuori e sfruttare (=dar frutto) capacità che non credevi di avere. Non occorre essere esperti in materia per capire che corre una grande differenza tra il dirsi “che stupida/o! Sbaglio sempre tutto!” e il dirsi “sbagliando imparo, mi comprendo e mi perdono”.

Hai ancora qualche giorno per allenarti sul dialogo interno con noi e provare su di te se quello che hai letto è vero e utile. Puoi richiedere l’ammissione cliccando qui.

Nel frattempo, che tu ti unisca o no, presta attenzione a quello che ti dici e scegli oggi di essere felice.

Un abbraccio&tantisorrisi,

Luana[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Impariamo a desiderare

[vc_row][vc_column][vc_column_text woodmart_color_scheme=”dark” text_larger=”yes”]A chi non è capitato di sentirsi fortunato/a dopo aver visto una stella cadente? “Guarda! Una stella cadente!” È un avvenimento che entusiasma, c’è poco da fare. Magari non ci credi troppo, in fondo, eppure quando sei lì che ne vedi una, un pensierino ce lo fai e con un misto di speranza per ciò che vorresti e malinconia per ciò che credi irrealizzabile, esprimi un desiderio.

Tempo fa una mia lettrice, conoscendo il mio amore per le parole, mi ha inviato un testo sull’etimologia del verbo “desiderare”, spiegata dai linguisti e dalle linguiste come “cessare di contemplare le stelle” (venendo da de privativo e sidus, sideris, “stella”). Secondo questo punto di vista, “si desidera perché ci si è distaccati dal ritmo cosmico”, per cui sarebbe più raccomandabile fare il contrario: considerare.

Ha senso.

Vuoi che ti dica la mia? Io non sono d’accordo. Desiderare è una parola molto bella, secondo me, e mi piace più la versione che ne dà Igor Sibaldi:

 “«Desiderare», in italiano, è un atto bellissimo, viene dalla parola sidera, «stelle», e significa letteralmente: accorgersi che nel tuo cuore c’è qualcosa di più di quel che, per ora, la Vita ti sta concedendo”.

Non si tratta solo di un capriccio, i desideri sono altro. È un atto molto più profondo, come se il nostro cuore si aprisse, e così anche i polmoni, la mente, l’immaginazione; la nostra percezione si amplifica, quando siamo immersi nel nostro desiderio, e possiamo riuscire ad ascoltarne i suoni, vederne i colori, sentirne le sensazioni.

In quel momento, “speri” di crederci veramente, ed è proprio qui l’inghippo: lo speri ma “temi che…”. Cioè, mente e cuore, in quel momento, non sono allineati.

Potresti dirmi che, per quanto tu lo voglia, alla fine certi desideri non si realizzano e la delusione è enorme.

Magari ti è capitato di aver desiderato veramente tanto qualcosa, ma poi tutto è andato completamente storto, un’altra volta. Com’è possibile?

Sai, questo succede perché c’è un modo adeguato per far funzionare veramente i desideri, ed è semplice. Attenzione: non ho detto “facile”.

Mettiamola così: l’universo ascolta i desideri proprio come l’inconscio ascolta il nostro linguaggio, sia quello verbale che quello interno, tra te e te. Se vuoi approfondire di più e velocemente questo argomento, ti consiglio di leggere l’ebook Come parlare all’inconscio.

A volte, proprio come succede con il nostro dialogo inconscio, senza accorgercene chiediamo cose che non vorremmo veramente vivere, situazioni che alla lunga ci si ritorcerebbero contro, emozioni che non vorremmo vivere o rivivere. In altre parole, sbagliamo a desiderare.

Bisogna imparare a desiderare.

Lascia che ti racconti una storia. È successo ad una delle mie prime Clienti, qualche anno fa. Era appena stata lasciata dalla sua compagna di cui era “follemente” innamorata. Era la seconda volta che succedeva da quando si erano conosciute, ma questa volta era stata proprio la sua ex a cercarla e “illuderla”. Dopo la rottura provò a dimenticarla, ma continuava a sperare di trovare un’altra persona come lei, qualcun altro che la facesse sentire ancora come si era sentita con la sua ex. Lo desiderava. “Voglio trovare un’altra persona come lei”, diceva. Quando ci conoscemmo, aveva appena rotto bruscamente con un’altra ragazza che, guarda caso, a suo dire somigliava molto alla precedente nell’aspetto, nell’età, in alcuni tratti particolari o nelle emozioni che provava assieme a lei. Mi disse che fu una relazione molto intensa, seppur breve, e che la fine sembrava il copione della storia precedente, stesso schema, stesse dinamiche.

Non mi sorprendeva: del resto, era stata lei a desiderare un’altra persona come quella. E lo abbiamo detto, l’universo prende alla lettera i nostri desideri. Voleva un’altra persona come la sua ex? L’ha avuta, come lei, in tutto e per tutto e anche nel bene e nel male, quindi.

Ci sono degli aneddoti divertenti anche nel film Interstate 60, che ti consiglio di vedere. Parla proprio di desideri e di come spesso sbagliamo a desiderare.

Credo che puoi già trarre un bella introspezione da questa storia, ma vorrei comunque aiutarti con delle domande guida, perciò ti invito a riflettere su questa:

Quello che stai desiderando è veramente ciò che vuoi?

E dopo la tua presa di consapevolezza, chiediti: quale sarebbe la situazione ideale? Quale sarebbe il desiderio ideale?

Secondo me, il desiderio ideale ha queste 6 caratteristiche:

Emozionali

  1. Bello: ti piace proprio tantissimo?
  2. Dettagliato: dev’essere quanto più verosimile possibile; cosa vedi, senti e ascolti?
  3. Emozionante: lo devi sentire!

Linguistiche

  1. Specificato: assicurati che sia ben definito e non troppo vago
  2. Formulato in positivo: dev’essere ciò che vuoi, non quello che non vuoi
  3. Sostenibile: che impatto avrà a medio/lungo termine se sarà esattamente come hai chiesto?

È estremamente importante assicurarti che sia specifico, il tuo desiderio, perché la Vita è una giocherellona e ama sorprendere, tanto che a volte ci sembra quasi che ci stia dando l’esatto contrario di quanto avevamo chiesto. Eppure, se guardiamo bene, ci dà sempre ciò di cui abbiamo bisogno.

Leggi questa bellissima preghiera indiana che ho in parte personalizzato per inserirla nel mio corso in aula “Essere Felici”:

«Ho chiesto la FORZA,

e la Vita mi ha dato difficoltà per rendermi forte.

Ho chiesto SAGGEZZA,

e la Vita mi ha dato problemi da risolvere.

Ho chiesto RICCHEZZA,

e la Vita mi ha dato muscoli e cervello per prosperare.

Ho chiesto CORAGGIO,

e la Vita mi ha dato sfide da affrontare.

Ho chiesto AMORE,

e la Vita mi ha dato persone difficili da capire.

Ho chiesto di FAVORIRMI, e la Vita mi ha dato delle opportunità da saper cogliere.

Non ho ricevuto nulla di ciò che volevo ma tutto quello di cui avevo bisogno»

Se hai già espresso i tuoi desideri, torna a visualizzarli e ascoltati: nota quello che senti, che provi; poniti le domande che hai imparato qui e poi assicurati che il tuo desiderio sia espresso in modo ideale affinché l’universo e il tuo inconscio ti ascoltino.

E mentre aspetti di ricevere ciò che è tuo, decidi di essere Felice per Scelta.

Un abbraccio&tantisorrisi,

Luana[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]